L’ecosistema dei social media cinesi e i quattro nomi da tenere d’occhio

La Cina è il più grande laboratorio di digital empowerment del mondo. Per qualcuno è anche la concretizzazione dei peggiori incubi tecnologici. Comunque, un imprescindibile punto d’osservazione per futuri elementi di disruption

La rivoluzione digitale in Cina corre veloce. Per qualcuno troppo veloce. Gli Stati Uniti, in particolare, preoccupati di perdere la supremazia tecnologica in ambiti considerati strategici, corrono ai ripari con misure protezionistiche. In gioco c’è il primato nel campo dell’intelligenza artificiale, delle telecomunicazioni mobili 5G e del quantum computing.

Ma la Cina, proprio in quanto gigantesco laboratorio di innovazione tecnologica, è anche un oggetto di osservazione privilegiato per chiunque voglia studiare le dinamiche del digitale. L’ecosistema dei social media cinesi, in particolare, merita di essere studiato con grande attenzione.

L’incremento di velocità della connessione internet e l’erogazione di servizi digitali sempre più economici hanno favorito una crescita esponenziale nell’utilizzo dei social media in Cina. Ad oggi, il Paese di Mezzo vanta la più grande platea di utilizzatori di social network per numero di utenti attivi. Oltre 670 milioni di utilizzatori, volume destinato ad incrementare fino a 800 milioni nel 2023.

L’ecosistema dei social media cinesi

I cosiddetti BAT – ovvero i tre mega tech BaiduAlibaba e Tencent – dominano per importanza e peso in termini di quote di mercato.

Baidu – la controparte cinese di Google – dispone del primo motore di ricerca per importanza. Alibaba – primo competitor di Amazon – opera principalmente nel settore dell’e-commerce, nonostante sia molto potente e radicato anche nel mercato del mobile payment. Infine, Tencent è conosciuto soprattutto per WeChat – molto più di un semplice servizio di messaggistica – applicazione universale e al centro della vita di ogni cittadino cinese. Basti pensare che il servizio può essere utilizzato anche come portafoglio digitale e ID card.


I quattro social media cinesi da monitorare nel 2019

#1 WeChat

WeChat è senza dubbio il social network più popolare in Cina. Vanta un numero enorme di utenti attivi mensilmente (oltre 1,06 miliardi, dato registrato nell’agosto 2018). A onor del vero, WeChat è ormai un ecosistema a sé stante. Di nuovo, per aver una visione completa della super app cinese, rinvitiamo a leggere un nostro articolo sul tema.

#2 Douyin aka Tik Tok

Douyin permette agli utenti di guardare e creare video brevi, in genere di 15 secondi. Ha visto un rapido aumento del bacino d’utente fin dal primo lancio nel settembre 2016, considerando che nel 2018 il 78,2% dei netizen cinesi usufruisce degli short video. La versione internazionale dell’applicazione, conosciuta come TikTok, è attiva in 150 aree geografiche e si è classificata tra le app più scaricate al mondo, con 500 milioni di utenti iscritti. Il successo di Douyin è stato così eclatante da spingere Facebook a voler lanciare un’applicazione – Lasso – che ricalca molto le funzionalità dell’app cinese.

#3 Sina Weibo

Sina Weibo è una piattaforma di microblogging lanciata nel 2009 come risposta territoriale a Twitter. Vanta 462 milioni di utenti attivi, di cui il 93% si connette da dispositivi mobili.

Generalmente gli utenti cinesi si connettono a Weibo per consultare le news, esplorare l’universo del gossip e seguire i topic di tendenza. Rispetto a Twitter, il microblog di Pechino adotta un formato di contenuto più interattivo e ricco di elementi multimediali. L’esperienza utente è accentuata tramite video (anche lunghi o in live streaming), immagini (un massimo di 9 immagini in allegato) e musica.

#4 Zhihu

Zhihu è un sito di domande e risposte – comunemente definito la controparte di Quora – che vanta oltre 160 milioni di utenti registrati. Rispetto agli altri social media cinesi, Zhihu ha un target utente molto specifico. Gli utenti di Zhihu soggiornano principalmente nelle città di primo livello (Tier 1 cities, ovvero città metropolitane come Shanghai, Pechino, Guangzhou ecc.)

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