La Cina conferma 22 nuovi casi di coronavirus, 13 di trasmissione locale tutti a Pechino, e nove ‘importati’ o ‘di ritorno’. Nella capitale sono 249 i casi di trasmissione locale diagnosticati dall’11 giugno, quando è stata accertata una nuova ondata di contagi legati al mercato all’ingrosso di Xinfadi. La Commissione sanitaria della città ha anche dato notizia di altri due casi sospetti e di uno relativo a un soggetto asintomatico. Ieri le autorità di Pechino hanno confermato che oltre 2,3 milioni di abitanti della capitale – il 10% della popolazione – sono stati sottoposti ai test per il Covid-19 tra il 13 e il 21 giugno. Inizialmente a Pechino, città con oltre 21 milioni di abitanti, la capacità diagnostica era di 40.000 test al giorno, poi si è passati a oltre 300.000 e – ha ribadito il numero due della Commissione, Zhang Hua – se si passerà ad analisi a gruppo si può arrivare a oltre un milione di persone controllate ogni giorno.


Stamani la Commissione sanitaria nazionale non ha segnalato altri decessi a causa della pandemia e il bilancio rimane fermo a 4.634, mentre il numero dei casi confermati è salito a 83.418 con 78.425 pazienti dichiarati guariti. Tra le persone ricoverate, 13 versano in condizioni gravi. Ad oggi sono in totale 1.885 i casi ‘importati’ nel gigante asiatico con 87 persone tuttora ricoverate. Tra i nove nuovi casi ‘di ritorno’, sette vengono segnalati nella provincia di Gansu, uno in quella di Jiangsu e l’altro nella provincia di Shaanxi. Anche oggi non ci sono notizie di nuovi contagi accertati nella provincia di Hebei, dove si trova Wuhan, la megalopoli dove si è inizialmente manifestato il coronavirus.

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