Perché si chiama Alibaba

Il colosso cinese è stato fondato da Jack Ma

L’idea di Jack Ma è di avere un’azienda raggiungibile in ogni parte del mondo e per questo sceglie un nome altrettanto globale e facile da ricordare.

“Alibaba”  viene collegato immediatamente da tutti con il famoso “Apriti sesamo”  comando che Ali Baba usava per aprire le porte dei tesori nascosti nelle vicende de “Le Mille e una notte”.

È il nome giusto!

La sede del primo ufficio è l’appartamento di Ma,

Nel 2000 ricevono i primi fondi da Goldman Sachs, dalla SoftBank Corporation e da altri istituti creditizi per una cifra di circa 25 milioni di dollari.

Come funziona Alibaba

L’idea di partenza era quella di contribuire a creare posti di lavoro e influenzare lo sviluppo della Cina. Alibaba è un intermediario che permette agli utenti e alle aziende di utilizzare la piattaforma per vendere i propri articoli (come per Amazon) traendo guadagno dalle pubblicità (come Google) in oltre 190 paesi nel mondo. Le sue attività comprendono core businesscloud computing, media digitali, iniziative di innovazione e molto altro. Alibaba offre ogni giorno milioni di interazioni commerciali e sociali tra gli utenti, i consumatori, i commercianti e le aziende.

Cos’è Alibaba e come è organizzato

Alibaba.com è un marketplace online (così come lo è Amazon), focalizzato soprattutto nel commercio fra imprese (B2B). Il sito, di proprietà di Alibaba Group, punta ad essere una piattaforma per fornitori che desiderano vendere i loro prodotti all’ingrosso a piccole e medie imprese nel mondo, che poi a loro volta li rivendono nei loro mercati domestici. Alibaba Group non si occupa solo di business fra imprese, ma possiede anche altri due grandi portali, oltre ad Alibaba.com: Taobao, indirizzato al consumatore finale, e Tmall, che riguarda più che altro l’acquisto di prodotti di marca da parte della classe media cinese. In più, esistono altre 6 sussidiarie, che contribuiscono a completare il modello di business di Alibaba Group: Aliexpress, 1688, Alimama, Alibaba Cloud, Ant Financial e Cainiao Network.

Cosa fare per iniziare a vendere su Alibaba

Per poter iniziare a vendere su Alibaba.com, un’impresa deve creare un minisito professionale sulla piattaforma. Non è altro che un profilo aziendale collegato ad un account, da completare con le informazioni relative all’impresa e che può essere personalizzato, rispettando le regole previste.

Come si effettuano gli acquisti

Lato acquirente, invece, le imprese possono effettuare ordini sulla piattaforma in due modi. l primo prevede la semplice ricerca, da parte degli acquirenti, di venditori e prodotti: attraverso la barra di ricerca nella homepage del sito di Alibaba, si inseriscono le parole chiave per trovare i prodotti, per poi inviare messaggi ai fornitori a cui si è interessati. Il secondo modo, invece, si basa sull’utilizzo del servizio di Requests For Quotation (abbreviato, RFQ): si tratta di una richiesta di acquisto attraverso la quale un acquirente fa sapere ai fornitori che cosa sta cercando, in modo da entrare in contatto con l’impresa che più è adatta a soddisfare le sue esigenze.

 

Quali vantaggi offre Alibaba

Non basta conoscere il funzionamento generale della piattaforma per convincersi della sua efficacia rispetto alle proprie esigenze di business. (CONTATTACI PER UN PRIMO SUPPORTO GRATUITO)

Di seguito, approfondiamo alcuni dei vantaggi immediati che Alibaba.com ha per un’impresa.

Prima di tutto, Alibaba.com è una piattaforma pensata per le imprese che operano secondo un modello di business B2B, a differenze della maggioranza dei marketplace che ha un focus B2C.

Alibaba.com, inoltre, è il più grande portale online del mondo: Statista stima che, al secondo trimestre del 2018, gli acquirenti attivi sulla piattaforma siano stati 576 milioni nei precedenti 12 mesi. Questo significa che qui un’impresa, anche se di modeste dimensioni, ha la possibilità di creare una rete commerciale internazionale in modo più semplice e veloce in confronto ai tradizionali “canali offline”.

In secondo luogo, avere un account su Alibaba consente alle imprese di essere trovate da potenziali clienti non solo tramite la ricerca diretta sulla piattaforma, ma anche attraverso i motori di ricerca.

Alibaba investe molto nel Search Engine Marketing (SEM), facendo in modo che le imprese compaiano fra i risultati nelle più alte posizioni quando vengono usati generici termini di ricerca per i prodotti.

In questo modo, gli acquirenti spesso finiscono su Alibaba quando stanno cercando dei prodotti su Google, Bing o altri motori di ricerca, consentendo anche così anche alle piccole e medie imprese di generare contatti a livello globale.

Nonostante l’enorme ammontare di clienti e fornitori, Alibaba offre una qualità e una sicurezza molto elevate.

I requisiti di verifica per gli account premium sono molto severi, assicurando così un certo livello di qualità e serietà dei fornitori presenti sulla piattaforma. Per questo motivo, gli acquirenti sono certi del fatto che le imprese trovate su Alibaba.com esistano e che i lead generati siano di elevata qualità. Alibaba.com non offre i suoi servizi solo a clienti che parlano la lingua inglese o cinese ma, anzi, possiede una versione della propria pagina in molte lingue straniere.

Registrarsi su Alibaba significa quindi essere facilmente rintracciabili in tutto il mondo, attraverso un’unica registrazione (Alibaba.com traduce direttamente le informazioni aggiunte alla piattaforma nelle lingue disponibili).

Infine, specialmente nel mercato B2B, gli acquirenti tendono a cercare prodotti e servizi piuttosto che brand.

Una piattaforma online come Alibaba.com rappresenta un ottimo punto di partenza per creare un business internazionale per le piccole-medie imprese che hanno un budget limitato e che vogliono competere con le imprese multinazionali, in quanto i brand, conosciuti o sconosciuti che siano, hanno le stesse possibilità di essere inseriti e di essere trovati dalle imprese acquirenti.

Aprire un e-commerce in Cina

 

I requisiti e le approvazioni necessarie per vendere online in Cina cambiano a seconda che l’azienda venda prodotti propri o per conto di terzi creando una piattaforma.  

Azienda cinese pre-esistente: eCommerce di proprietà

 

Vendita al Dettaglio

Tale espressione comprende anche la vendita on-line, ma è necessario che la società abbia un negozio fisico situato nel territorio cinese. Fare esperienza con il touch-and-feel ed essere rassicurati sulla reperibilità e affidabilità dei prodotti sono aspetti fondamentali per il consumatore cinese.

Vendita onLine

La società deve essere approvata dal Ministero del Commercio a livello di Provincia oppure, per le città come Shangai, Pechino, Tianjin e Chongqing a livello di municipalità.

Qualunque sia l’oggetto sociale indicato, la società ha l’obbligo di registrare il sito e-commerce con hosting in Cina presso il dipartimento locale del Ministero dell’Industria e dell’Informatica (MII): ovvero occuparsi della registrazione dell’ICP (Internet Content Provider) e aprire un conto corrente in Cina. A seconda dell’ambito di attività (ristorazione, vendita, abbigliamento ecc) e della provincia viene richiesto un capitale sociale differente sufficiente a sostenere la società fino a che non sarà in grado di mantenersi da sola.

Vendita per Conto Terzi

 

Tmall.com

Possono vendere solo coloro che dimostrano di avere un marchio.
Puoi vendere su Tmall se:

  • il prodotto viene immagazzinato e sdoganato in Cina
  • offri una consegna veloce (entro 1-3 giorni lavorativi)
  • hai la licenza commerciale cinese
  • hai una squadra locale che opera in Cina
  • fornisci un pagamento ricevuto in CNY
  • hai un soggetto giuridico cinese

Tmall Global

Puoi vendere in Cina senza costituire una WFOE, Wholly Foreign Owned Enterprise:

  • il prodotto può essere importato a seguito di un ordine
  • gli ordini sono evasi e spediti da territori extra Cina
  • non è necessaria alcuna squadra locale, ma un soggetto giuridico internazionale
  • i pagamenti dei clienti avvengono mediante valuta del paese produttore e sono regolati  dalle  norme vigenti in materia
  • deposito cauzionale di 25 mila dollari e tasse annuali che vanno da 5000 a 1000 dollari

Taobao

Un marketplace  dove milioni di venditori  operano nel sistema C2C: qui,  chiunque può vendere i propri prodotti  fatturando circa oltre $15 miliardi l’anno. Per  questo molti soggetti desiderano essere presenti su Taobao Marketplace.

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Come e perché aprire una società in Cina

Per molte aziende, aprire una società in Cina potrebbe sembrare il primo passo da fare per entrare nel mercato. Diciamo che se avete deciso per una presenza fissa e stabile nel mercato cinese, aprire una società può essere il passo necessario. Vediamo quindi i costi e l’impegno che ne derivano.

Prima di tutto: dove aprire una società in Cina?

Hong Kong può essere la prima cosa che viene in mente, specie quando si pensa a tasse e altre agevolazioni. Hong Kong pero’ e’ una piazza particolare che e’ Cina ma anche no, specie dal punto amministrativo e fiscale.

Se aprite una società a Hong Kong per vendere e operare sul mercato cinese e’ esattamente come se la apriste in un altro paese, quindi e’ una società estera. Chiaramente, se il vostro obiettivo e’ aprire uno stabilimento o una azienda di produzione farete le vostre scelte in Cina, basandovi sulle opportunità che offrono varie zone anche dal punto di vista logistico oltre che di tassazione e agevolazioni varie.

Per società più “leggere”, legate ai servizi (anche trading), la tendenza e’ quella di localizzarsi invece nelle maggiori città cinesi (Shanghai, Pechino, Canton, Shenzhen, etc).

Cos’è una società “ombrello”?

Una società “ombrello” (o “umbrella company”) è una società cinese che funge da sussidiaria per il tuo business di servizi in Cina (ad esempio la tua agenzia di vendite, marketing, consulenza o freelancing di qualsiasi tipo). Nota che tale soluzione non è adatta nel caso tu voglia aprire un’impresa in un campo che non sia considerato un “servizio” (la ristorazione, ad esempio).

Quindi, nel caso tu sia interessato a lavorare nel settore “servizi”, una società “ombrello” può:

  • Assumere un numero limitato di impiegati – diciamo da uno a cinque – in tua vece (e, se sono stranieri, procurarli un visto di lavoro);
  • Pagare salari, assicurazioni, contributi e/o maternità ai tuoi dipendenti;
  • Gestire le complesse procedure amministrative necessarie per condurre un business in Cina;
  • Ricevere i pagamenti da parte dei tuoi clienti cinesi direttamente in Cina (per poi girarli al conto estero della tua società);
  • Pagare, in tua vece, i tuoi fornitori o le tasse concernenti i profitti generati dal tuo business in Cina;
  • Affittarti un ufficio per i tuoi dipendenti o un magazzino per i tuoi prodotti.

Cos’è un accordo di distribuzione?

Se intendi realizzare i tuoi prodotti in Cina per poi rivenderli a clienti cinesi, il modo più semplice è quello di accordarti con la tua azienda manifatturiera di modo che sia essa stessa ad occuparsi di distribuire le merci con il tuo marchio. Clicca qui per saperne di più su questa opzione. Un accordo di distribuzione con un’azienda cinese può essere la soluzione giusta anche se intendi rivendere in Cina le tue merci prodotte all’estero.

Cos’è un ufficio di rappresentanza?

Un ufficio di rappresentanza è certamente più semplice da aprire di una società; il problema è che tale opzione comporta tutta una serie di limitazioni, ad esempio non ti permette di ricevere pagamenti dai tuoi clienti cinesi. E’ quindi utile solo nel caso ti serva un ufficio di supporto (ad esempio un ufficio marketing o un ufficio acquisti). Visto che un ufficio di rappresentanza non può ricevere denaro dai clienti, l’unica modo per pagare le spese è quello di inviare soldi dall’estero. Nota inoltre che, anche se non ha alcun profitto, il governo cinese pretende comunque il pagamento delle tasse, di solito calcolate come una percentuale sulle spese.

Aprire una società in Cina: WFOE (Wholly Foreign Owned Entity, Entità Completamente Posseduta da stranieri)

Ogni società che sia controllata per una quota uguale o superiore al 25% da stranieri è considerata una FIE (Foreign Invested Enterprise, Impresa a Investimenti Stranieri).

La FIE più comune è la WFOE (Wholly Foreign Owned Entity), ovvero, come dice il nome, un’entità legale completamente posseduta da stranieri.

La tipologia di WFOE utilizzata nella stragrande maggioranza dei casi è la LLC (Limited Liability Company) che, come struttura legale, assomiglia molto alla nostra SRL (Società a Responsabilità Limitata), dove la responsabilità (o “liability”) di ciascun socio è appunto limitata al capitale da esso investito nella società.

Da quando la Cina è entrata nel WTO è anche possibile stabilire una WFOE che si occupi esclusivamente di acquisti e vendite in Cina (ovvero una cosiddetta “trading company” o “retail store”). Tali società sono una sotto categoria delle WFOE e sono chiamate Foreign Invested Commercial Enterprises (FICE).

Nota che, a seconda dell’ambito di attività (manifatturazione, consulenza, scuola di lingue, servizi, commercio, eccetera) e della provincia dove registrerai la tua società, sarà richiesto un capitale registrato (ovvero il capitale iniziale che occorre depositare nel conto in banca della società dopo aver ottenuto la licenza commerciale ma prima che la società inizi ad operare) differente.

Anche se, al giorno d’oggi, il capitale registrato minimo richiesto può essere molto basso, è comunque consigliabile fare una stima delle spese della società sino a quando quest’ultima non sarà in grado di auto-sostenersi – grazie ai profitti generati dalla stessa – e scegliere un capitale registrato che non si discosti troppo dalla cifra stimata.

Il motivo è che, se le spese dovessero avvicinarsi all’importo presente nel conto in banca dell’impresa prima che la società iniziasse a generare profitti, per evitare la bancarotta sarai costretto ad effettuare un’iniezione di capitale dall’estero. Ciò comporta una nuova procedura di registrazione del capitale registrato (per il quale sono necessarie sino a 8 settimane e l’approvazione del governo locale) o il pagamento delle tasse sul profitto sulla cifra versata in modo da evitare la bancarotta imminente. Entrambi i problemi possono essere evitati, appunto, versando un capitale registrato iniziale sufficiente a sostenere le spese sino al momento in cui la società sarà capace di auto-sostenersi.

Se in futuro pensi di vendere la tua società cinese, allora è possibile che ti convenga possedere una società estera “controllante”, ovvero una società al di fuori della Cina che possegga, in tua vece, le azioni della società cinese. In questo caso, al momento della vendita potrai semplicemente cedere la società estera controllante senza andare incontro alla lunga procedura necessaria per trasferire la proprietà di una società in Cina.

Per finire, anche se una WFOE può pagare dividendi agli azionisti, vi è una restrizione: i dividendi in un dato anno, ad esempio il 2016, possono essere pagati solo se la società è in attivo per quell’anno. Un’altra maniera piuttosto comune di “prelevare” i guadagni da una società cinese è quella di pagare consulenze a una società estera di cui sei azionista.

Aprire una società in Cina: Joint-Venture

Dopo la WFOE, la FIE (Foreign Invested Enterprise) più comune è la Joint-Venture, ovvero una società controllata sia da soci stranieri che da soci cinesi.

Nota che una Joint-Venture di solito implica un trasferimento di tecnologia. Dati i noti problemi legati alla proprietà intellettuale che affliggono la Cina, spesso le società straniere che intendono realizzare o vendere un prodotto ad alto valore aggiunto (ad esempio un prodotto brevettato o un software), preferiscono optare per una WFOE.

Nel caso tu voglia però operare in un settore industriale “ristretto” (ad esempio il SaaS, Software as a Service), la Joint-Venture è la tua unica opzione. Per saperne di più sui settori industriali ristretti, leggi il punto 2 della prossima sezione.

Per il resto, WFOE e Joint-Venture sono abbastanza simili.

Cina, il turismo diventa social con MaFengWo e Qyer

 

Sempre più cinesi organizzano viaggi in maniera indipendente, anche grazie a piattaforme come MaFengWo e Qyer. Quando il turismo incontra i social media e l’e-commerce

Sempre più cinesi viaggiano all’estero per godersi la bellezza del mondo esterno. Si prevede che nel 2021 ci saranno oltre 200 milioni di turisti cinesi in uscita dal Paese.

Grazie alla popolarità di Internet e dei telefoni cellulari – che consentono una maggiore libertà di scambio di informazioni in combinazione con un numero crescente di consumatori cinesi giovani, sofisticati e orientati al mondo – i viaggi indipendenti sono stati sempre più comuni e preferibili rispetto ai tradizionali pacchetti turistici.

Questo tipo di viaggio consente alle persone di esplorare le destinazioni a modo loro; con i loro programmi, attività e scadenze personalizzate che incorporano le loro preferenze, abitudini e hobby personali. Al servizio di questa tendenza, ci sono state diverse piattaforme progettate per aiutare questi viaggiatori liberi e indipendenti a pianificare ed a prenotare i loro viaggi in modo facile e conveniente.


MaFengWo è una piattaforma di social media-travel cinese, in cui gli utenti condividono o leggono guide di viaggio dettagliate, recensioni, consigli e tutti i tipi di informazioni riguardanti una destinazione come hotel, attività, meteo, shopping, luoghi di interesse e altro ancora.

Considerando che i giovani cinesi ricercano e pianificano i loro viaggi in rigoroso anticipo, MaFengWo e i suoi ricchi contenuti generati dagli utenti rappresentano un luogo importante per farlo.

MaFengWo è anche una piattaforma OTA in cui gli utenti possono prenotare o effettuare una prenotazione per trasporti, hotel, spot, catering, shopping e tempo libero, coprendo oltre 60.000 destinazioni in tutto il mondo. Dal 2006 MaFengWo ha aiutato 120.000.000 di viaggiatori al mese ed è considerata la “Bibbia di viaggio” delle giovani generazioni.

Negli articoli di viaggio scritti dagli utenti è possibile trovare informazioni su una destinazione, nonché suggerimenti, foto, itinerari suggeriti e commenti personali forniti da altri viaggiatori.

Questi articoli risultano incredibilmente dettagliati, con immagini e istruzioni su come sfruttare al meglio un viaggio nell’area su cui si concentra l’articolo. Prima che gli utenti prendano la loro decisione di viaggio finale, possono utilizzare blog di viaggio su potenziali destinazioni e quindi prendere le loro decisioni di viaggio in base alle esperienze di vita di altri viaggiatori.

MaFengWo, inoltre, è anche un negozio in cui è possibile acquistare oggetti di viaggio, offrendo una gamma affascinante di prodotti e servizi di viaggio che coprono tutto ciò che si può pensare. Dalla prenotazione di hotel ai servizi di trasferimento dall’aeroporto, biglietti di trasporto, visti, sim card o altri prodotti di viaggio; il tutto in un unico sito web!

 


 

Esistono molte altre comunità simili di contenuti generati dagli utenti di piccole dimensioni nel mercato cinese, ma un noto concorrente nella categoria della comunità turistica è Qyer. Fondata in Germania nel 2004 (ora con sede a Pechino), era originariamente una comunità di viaggio di cinesi d’oltremare che condividevano le loro esperienze e suggerimenti su come viaggiare in Europa.

Nel corso degli anni, la comunità online si è evoluta in una “piattaforma di viaggio in uscita unica”. I suoi prodotti ora includono tutto ciò di cui un viaggiatore ha bisogno. Qyer, infatti, mira a rendere i viaggi all’estero più convenienti ed economici per i turisti cinesi.

Tra i prodotti principali ci sono la comunità online, dove i post (che possono contenere fino a 500 commenti) si dividono tra articoli sui viaggi in varie destinazioni e articoli a tema, come viaggi di famiglia, fotografici e crociere. QYER vede ogni giorno più di 6000 nuovi articoli aggiunti dagli utenti dei viaggiatori.

Un altro prodotto offerto è l’app di pianificazione del viaggio, dove gli utenti possono spendere meno di un minuto per ottenere un piano di viaggio, semplicemente inserendo i fattori di base: città di partenza e ritorno, destinazioni, durata del viaggio e preferenze per variabili come la modalità di trasporto e il ritmo del viaggio.

Presente, infine, un settore e-commerce. Una piattaforma progettata per facilitare i viaggi all’estero indipendenti, che offre biglietti aerei, biglietti per punti panoramici e altre attrazioni turistiche, servizi di visto e così via.

Turismo Cinese in Italia, sarà ancora così importante?

Il 2020 doveva essere l’anno delle cultura e del turismo Cina-Italia e, nelle ottimistiche previsioni del nostro governo, avrebbe dovuto confermare ed incentivare lo sviluppo dei numeri del turismo cinese nel nostro paese.

Ma Covid-19 ha necessariamente bloccato la domanda e la mobilità internazionale, in particolare quella extraeuropea. Le città d’Arte Italiane come Roma, Milano, Venezia o Firenze, le più dipendenti dalla domanda internazionale, tra cui quella cinese, hanno subito un duro contraccolpo senza nessuna certezza sui tempi di ripristino. Eppure il turismo in Cina in questo momento è quello con le migliori performance in termini di occupazione alberghiera e maggiormente in ripresa (69% occupancy secondo i dati della STR.com al 6 Novembre 2020) in questa difficile congiuntura; ma i viaggi restano confinati al mercato interno e nazionale.

Per cui è lecito chiedersi quando, come e se riprenderà questo trend positivo verso l’Italia e se questo target potrebbe considerarsi strategico per la ripresa della domanda internazionale di viaggi. In questa prima parte dell’articolo tracceremo il profilo del turista cinese in Italia nel Pre Covid-19 e qualche informazione indispensabile per chi vuole lavorare con questo target.


Quali sono le destinazioni italiane preferite dai turisti cinesi?

Le grandi “città d’arte”, monopolizzano le presenze a livello regionale, con un impatto del 99% sul totale da parte di Roma e del 73% di Milano. Quando si affacciano destinazioni insolite, come ad esempio: TrevisoPistoia (Montecatini) o Varese, queste riescono ad ottenere valori statisticamente rilevanti, solo perché utilizzate come città dormitorio dai tour operator (forniscono infatti alloggi di qualità, a buon mercato, per chi desidera visitare, rispettivamente: VeneziaFirenze Milano).

Il turismo che visita località al di fuori delle città più gettonate è un turismo indipendente, più maturo e di qualità. Chi raggiunge mete considerate di nicchia lo fa sentendosi un vero e proprio esploratore. Questo fa sì che acquisisca, nell’ambito della propria rete di rapporti, considerazione e prestigio. Tale aspetto, come vedremo in seguito, rappresenta una delle principali motivazioni di viaggio per il turista cinese.


Chi si avventura al di fuori dei sentieri più battuti, avventurandosi nella provincia italiana, raramente rimane deluso. 

Ma è la montagna la destinazione tradizionale del viaggio cinese, ne è testimone l’arte tradizionale (Shan shui), in cui le figure galleggiano in un onirico panorama montano. Le località italiane montane non sono, però,  riuscite a imporsi come meta di questo segmento turistico. Il turista cinese conosce la Svizzera ed i suoi scorci alpini, ignorando che, spendendo assai meno, potrebbe visitare l’Alto Adige che nulla ha da invidiare ai vicini elvetici.

I turisti cinesi non disdegnano neppure il mare, ma non lo vivono in modo analogo agli occidentali. L’abbronzatura è considerata antiestetica, quindi non amano “rosolarsi” in spiaggia. Il mare è quindi prima di tutto attività: viaggi in barca, corsi da sub, corsi di vela… Negli orari meno caldi diventa relax: una passeggiata in riva al mare (con la pelle ben coperta), oppure una cena a base di prodotti tipici locali. Se la località marittima ha una qualche attrazione culturale, o  addirittura è un sito patrimonio UNESCO, aumenta in modo considerevole la sua attrattiva: la storia infatti è tenuta in altissima considerazione in Cina.  

E in questo ambito le destinazioni italiane non hanno eguali, essendo tra le prime mete del turismo culturale.


 

Da dove provengono i turisti Cinesi in Italia?

Le città in Cina sono classificate in fasce, a seconda delle loro dimensioni, della popolazione,del  PIL ed dell’importanza politica.

  • FASCIA 1: Le prime 4 città sono: Beijing, Shanghai, Guangzhou e Shenzhen. Nel 2018 sono state aggiunte alla prima fascia altre 15 città: tra cui Chengdu, Wuhan, Chongqing, Hangzhou e Xi’an
  • FASCIA 1.5: Alle seconda fascia appartengono 30 città, tra le quali Xiamen, Fuzhou, Kunming e Wenzhou. 
  • FASCIA 2: Sino a pochi anni fa, la quasi totalità dei turisti cinesi, proveniva dalle 4 cittadine di prima fascia, mentre la percentuale è ora del 42,42%. Lo sviluppo economico e la tendenza al decentramento, che ha portato molte aziende a spostare la propria sede centrale in città di fasce inferiori, ha favorito un turismo proveniente da queste realtà. Anche l’offerta di voli si è conseguentemente adeguata, proponendo voli diretti verso l’Europa. Fiumicino ha voli diretti con: Beijing, Shanghai, Hangzhou, Shenzhen, Wuhan, Xi’an, Chongqing, Chengdu, Guangzhou, Hong Kong.

Chongqing, dove l’Italia ha aperto una sede consolare nel 2014, è una delle città che ha fatto registrare una crescita maggiore nel 2019, con un aumento di turisti in uscita, su base annua, del 34,54%.

Turismo Esperienziale e Shopping tra le motivazioni del viaggio

Vi è la tendenza a considerare il turista cinese come inesperto e di bassa qualità. Interessato a visitare, in modo superficiale, quanto più possibile, nel minor tempo possibile. Occupato a fare foto di luoghi, del quale non sa nemmeno il nome, unicamente per farle vedere ad amici e conoscenti. 

Questo profilo di turista ancora esiste, soprattutto nei segmenti dei gruppi organizzati, e per i viaggi a corto raggio, ma il turismo cinese ha attraversato una profonda evoluzione. 

Più esperto

Il turista che visita l’Italia è solitamente più esperto, la disponibilità economica necessaria per un viaggio oltreoceano opera una scrematura iniziale. Se può permettersi un viaggio di questo tipo, ha un reddito alto, ed ha potuto quindi accedere, come abbiamo visto, ad un livello di istruzione superiore.

Il viaggio, per il cinese, ha sì un elemento di svago, o talvolta didattico, ma la motivazione principale alla base di tutto è l’aumento di prestigio.


Come cambierà il trend del Turismo Cinese in Italia?

Se questo era il profilo del turista cinese sino al 2019, la recente pandemia ha sicuramente  mutato le abitudini dei viaggiatori proveniente dalla Repubblica Popolare (e non solo).

La festa nazionale di inizio ottobre 2020, che ha visto una ripresa del turismo domestico cinese, può darci qualche indicazione per ipotizzare come andrà a modificarsi il profilo del turista cinese in Europa. Questa analisi, assieme a dei consigli per prepararci ad accogliere nuovamente il viaggiatore del paese di mezzo, saranno oggetto di un prossimo articolo.

Un approccio dal punto di vista del committente

Innanzitutto il TEM, Temporary Export Manager, è un consulente aziendale, ovvero una figura che l’azienda acquisisce in outsourcing, per un periodo di tempo variabile, ed introduce nella propria organizzazione con finalità di crescita economica ed organizzativa. Già da questa prima sintetica definizione discendono alcune considerazioni:

  • Se l’azienda ha deciso di acquisire consulenza significa che vuole acquisire due beni strategici quali: tempo e conoscenza.
  • Se l’azienda ha deciso di introdurre nella propria organizzazione, temporaneamente, una figura terza, diviene di grande rilievo il profilo personale del consulente, non solo in termini di competenza, la quale è assolutamente essenziale, ma anche in termini di serietà, cultura, disponibilità e modus operandi.
  • Il fatto di introdurre una risorsa esterna, non condizionata dalla politica dell’azienda committente, dai potenziali conflitti esistenti, e/o dai protocolli, ma sensibile alla cultura aziendale è, di per sè, un vantaggio importante per la terzietà che questa figura può vantare e “far pesare”. A ciò si aggiunga che, generalmente, la ricchezza di esperienze vissute e l’aver svolto progetti di consulenza in diverse realtà aziendali, rende l’approccio di un valido temporary export manager stimolante, oggettivo, formativo, ricco di visione strategica e di progettualità.

Il Temporary Export Manager è quindi una figura di standing elevato, con caratteristiche decisamente senior.


Le attività tipo di un TEM

Quali sono le attività tipiche sviluppate da un TEM? In ultima analisi un Consulente Export Senior, eroga attività che si possono raggruppare in due grandi famiglie.

Attività di tipo strategico

Le attività di tipo strategico sono quelle atte a orientare il progetto, a circoscriverne perimetro ed obiettivi, a definirne la misurabilità ed a renderne l’outcome aderente con la realtà aziendale e con l’arena competitiva di riferimento, ad esempio:

    • Analisi organizzativa aziendale e posizionamento
    • Selezione dei mercati ad alto potenziale
    • Valutazione delle performance sui mercati esteri e benchmark
    • Definizione strategie di entrata
    • Definizione del Piano Estero (concorrenza, canali, pricing, prodotti, promozione)

Attività di tipo operativo

Le attività di tipo operativo sono, auspicabilmente, da svolgere unitamente al team di vendita, in un’ottica di trasferimento di conoscenze e continuità e sono legate all’esecuzione di task quali:

    • Creazione e sviluppo data base controparti sul mercato target
    • Creazione e sviluppo materiali di presentazione e contatto
    • Esecuzione dei contatti e follow-up
    • Definizione dell’offerta commerciale per il mercato
    • Negoziazione dell’offerta commerciale, non solo e non tanto in termini di puro pricing, ma anche in termini di resa, trasporto e condizioni di pagamento

Attività complementari specialistiche

Vi sono poi, naturalmente, molte attività ulteriori, che esulano da quelle sopra descritte, ma rientrano, a pieno titolo, nel capitolo dell’internazionalizzazione. Sono attività che coinvolgono direttamente aree che spesso, nelle PMI sono vacanti o comunque accorpate alla direzione generale, ad esempio:

  • Attività di pianificazione del servizio logistico
  • Attività di copertura e finanziamento delle esportazioni
  • Attività di definizone ed utilizzo degli strumenti di pagamento internazionale
  • Assicurazione del credito e copertura dei rischi (cambio, controparte, performance,…)
  • Attività di supporto strategico, legale ed operativo per Investimenti Diretti Esteri (Acquisizioni, Start-up, Joint Venture, Franchising..)

Con riguardo a queste attività un Consulente Senior si propone direttamente solo laddove può vantare esperienza specifica, nel resto dei casi, generalmente, mette in campo un network in grado di supportare il committente nell’esecuzione in tempi rapidi e con garanzia di assoluta qualità dell’intervento.

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