Perché si chiama Alibaba

Il colosso cinese è stato fondato da Jack Ma

L’idea di Jack Ma è di avere un’azienda raggiungibile in ogni parte del mondo e per questo sceglie un nome altrettanto globale e facile da ricordare.

“Alibaba”  viene collegato immediatamente da tutti con il famoso “Apriti sesamo”  comando che Ali Baba usava per aprire le porte dei tesori nascosti nelle vicende de “Le Mille e una notte”.

È il nome giusto!

La sede del primo ufficio è l’appartamento di Ma,

Nel 2000 ricevono i primi fondi da Goldman Sachs, dalla SoftBank Corporation e da altri istituti creditizi per una cifra di circa 25 milioni di dollari.

Come funziona Alibaba

L’idea di partenza era quella di contribuire a creare posti di lavoro e influenzare lo sviluppo della Cina. Alibaba è un intermediario che permette agli utenti e alle aziende di utilizzare la piattaforma per vendere i propri articoli (come per Amazon) traendo guadagno dalle pubblicità (come Google) in oltre 190 paesi nel mondo. Le sue attività comprendono core businesscloud computing, media digitali, iniziative di innovazione e molto altro. Alibaba offre ogni giorno milioni di interazioni commerciali e sociali tra gli utenti, i consumatori, i commercianti e le aziende.

Cos’è Alibaba e come è organizzato

Alibaba.com è un marketplace online (così come lo è Amazon), focalizzato soprattutto nel commercio fra imprese (B2B). Il sito, di proprietà di Alibaba Group, punta ad essere una piattaforma per fornitori che desiderano vendere i loro prodotti all’ingrosso a piccole e medie imprese nel mondo, che poi a loro volta li rivendono nei loro mercati domestici. Alibaba Group non si occupa solo di business fra imprese, ma possiede anche altri due grandi portali, oltre ad Alibaba.com: Taobao, indirizzato al consumatore finale, e Tmall, che riguarda più che altro l’acquisto di prodotti di marca da parte della classe media cinese. In più, esistono altre 6 sussidiarie, che contribuiscono a completare il modello di business di Alibaba Group: Aliexpress, 1688, Alimama, Alibaba Cloud, Ant Financial e Cainiao Network.

Cosa fare per iniziare a vendere su Alibaba

Per poter iniziare a vendere su Alibaba.com, un’impresa deve creare un minisito professionale sulla piattaforma. Non è altro che un profilo aziendale collegato ad un account, da completare con le informazioni relative all’impresa e che può essere personalizzato, rispettando le regole previste.

Come si effettuano gli acquisti

Lato acquirente, invece, le imprese possono effettuare ordini sulla piattaforma in due modi. l primo prevede la semplice ricerca, da parte degli acquirenti, di venditori e prodotti: attraverso la barra di ricerca nella homepage del sito di Alibaba, si inseriscono le parole chiave per trovare i prodotti, per poi inviare messaggi ai fornitori a cui si è interessati. Il secondo modo, invece, si basa sull’utilizzo del servizio di Requests For Quotation (abbreviato, RFQ): si tratta di una richiesta di acquisto attraverso la quale un acquirente fa sapere ai fornitori che cosa sta cercando, in modo da entrare in contatto con l’impresa che più è adatta a soddisfare le sue esigenze.

 

Quali vantaggi offre Alibaba

Non basta conoscere il funzionamento generale della piattaforma per convincersi della sua efficacia rispetto alle proprie esigenze di business. (CONTATTACI PER UN PRIMO SUPPORTO GRATUITO)

Di seguito, approfondiamo alcuni dei vantaggi immediati che Alibaba.com ha per un’impresa.

Prima di tutto, Alibaba.com è una piattaforma pensata per le imprese che operano secondo un modello di business B2B, a differenze della maggioranza dei marketplace che ha un focus B2C.

Alibaba.com, inoltre, è il più grande portale online del mondo: Statista stima che, al secondo trimestre del 2018, gli acquirenti attivi sulla piattaforma siano stati 576 milioni nei precedenti 12 mesi. Questo significa che qui un’impresa, anche se di modeste dimensioni, ha la possibilità di creare una rete commerciale internazionale in modo più semplice e veloce in confronto ai tradizionali “canali offline”.

In secondo luogo, avere un account su Alibaba consente alle imprese di essere trovate da potenziali clienti non solo tramite la ricerca diretta sulla piattaforma, ma anche attraverso i motori di ricerca.

Alibaba investe molto nel Search Engine Marketing (SEM), facendo in modo che le imprese compaiano fra i risultati nelle più alte posizioni quando vengono usati generici termini di ricerca per i prodotti.

In questo modo, gli acquirenti spesso finiscono su Alibaba quando stanno cercando dei prodotti su Google, Bing o altri motori di ricerca, consentendo anche così anche alle piccole e medie imprese di generare contatti a livello globale.

Nonostante l’enorme ammontare di clienti e fornitori, Alibaba offre una qualità e una sicurezza molto elevate.

I requisiti di verifica per gli account premium sono molto severi, assicurando così un certo livello di qualità e serietà dei fornitori presenti sulla piattaforma. Per questo motivo, gli acquirenti sono certi del fatto che le imprese trovate su Alibaba.com esistano e che i lead generati siano di elevata qualità. Alibaba.com non offre i suoi servizi solo a clienti che parlano la lingua inglese o cinese ma, anzi, possiede una versione della propria pagina in molte lingue straniere.

Registrarsi su Alibaba significa quindi essere facilmente rintracciabili in tutto il mondo, attraverso un’unica registrazione (Alibaba.com traduce direttamente le informazioni aggiunte alla piattaforma nelle lingue disponibili).

Infine, specialmente nel mercato B2B, gli acquirenti tendono a cercare prodotti e servizi piuttosto che brand.

Una piattaforma online come Alibaba.com rappresenta un ottimo punto di partenza per creare un business internazionale per le piccole-medie imprese che hanno un budget limitato e che vogliono competere con le imprese multinazionali, in quanto i brand, conosciuti o sconosciuti che siano, hanno le stesse possibilità di essere inseriti e di essere trovati dalle imprese acquirenti.

Come e perché aprire una società in Cina

Per molte aziende, aprire una società in Cina potrebbe sembrare il primo passo da fare per entrare nel mercato. Diciamo che se avete deciso per una presenza fissa e stabile nel mercato cinese, aprire una società può essere il passo necessario. Vediamo quindi i costi e l’impegno che ne derivano.

Prima di tutto: dove aprire una società in Cina?

Hong Kong può essere la prima cosa che viene in mente, specie quando si pensa a tasse e altre agevolazioni. Hong Kong pero’ e’ una piazza particolare che e’ Cina ma anche no, specie dal punto amministrativo e fiscale.

Se aprite una società a Hong Kong per vendere e operare sul mercato cinese e’ esattamente come se la apriste in un altro paese, quindi e’ una società estera. Chiaramente, se il vostro obiettivo e’ aprire uno stabilimento o una azienda di produzione farete le vostre scelte in Cina, basandovi sulle opportunità che offrono varie zone anche dal punto di vista logistico oltre che di tassazione e agevolazioni varie.

Per società più “leggere”, legate ai servizi (anche trading), la tendenza e’ quella di localizzarsi invece nelle maggiori città cinesi (Shanghai, Pechino, Canton, Shenzhen, etc).

Cos’è una società “ombrello”?

Una società “ombrello” (o “umbrella company”) è una società cinese che funge da sussidiaria per il tuo business di servizi in Cina (ad esempio la tua agenzia di vendite, marketing, consulenza o freelancing di qualsiasi tipo). Nota che tale soluzione non è adatta nel caso tu voglia aprire un’impresa in un campo che non sia considerato un “servizio” (la ristorazione, ad esempio).

Quindi, nel caso tu sia interessato a lavorare nel settore “servizi”, una società “ombrello” può:

  • Assumere un numero limitato di impiegati – diciamo da uno a cinque – in tua vece (e, se sono stranieri, procurarli un visto di lavoro);
  • Pagare salari, assicurazioni, contributi e/o maternità ai tuoi dipendenti;
  • Gestire le complesse procedure amministrative necessarie per condurre un business in Cina;
  • Ricevere i pagamenti da parte dei tuoi clienti cinesi direttamente in Cina (per poi girarli al conto estero della tua società);
  • Pagare, in tua vece, i tuoi fornitori o le tasse concernenti i profitti generati dal tuo business in Cina;
  • Affittarti un ufficio per i tuoi dipendenti o un magazzino per i tuoi prodotti.

Cos’è un accordo di distribuzione?

Se intendi realizzare i tuoi prodotti in Cina per poi rivenderli a clienti cinesi, il modo più semplice è quello di accordarti con la tua azienda manifatturiera di modo che sia essa stessa ad occuparsi di distribuire le merci con il tuo marchio. Clicca qui per saperne di più su questa opzione. Un accordo di distribuzione con un’azienda cinese può essere la soluzione giusta anche se intendi rivendere in Cina le tue merci prodotte all’estero.

Cos’è un ufficio di rappresentanza?

Un ufficio di rappresentanza è certamente più semplice da aprire di una società; il problema è che tale opzione comporta tutta una serie di limitazioni, ad esempio non ti permette di ricevere pagamenti dai tuoi clienti cinesi. E’ quindi utile solo nel caso ti serva un ufficio di supporto (ad esempio un ufficio marketing o un ufficio acquisti). Visto che un ufficio di rappresentanza non può ricevere denaro dai clienti, l’unica modo per pagare le spese è quello di inviare soldi dall’estero. Nota inoltre che, anche se non ha alcun profitto, il governo cinese pretende comunque il pagamento delle tasse, di solito calcolate come una percentuale sulle spese.

Aprire una società in Cina: WFOE (Wholly Foreign Owned Entity, Entità Completamente Posseduta da stranieri)

Ogni società che sia controllata per una quota uguale o superiore al 25% da stranieri è considerata una FIE (Foreign Invested Enterprise, Impresa a Investimenti Stranieri).

La FIE più comune è la WFOE (Wholly Foreign Owned Entity), ovvero, come dice il nome, un’entità legale completamente posseduta da stranieri.

La tipologia di WFOE utilizzata nella stragrande maggioranza dei casi è la LLC (Limited Liability Company) che, come struttura legale, assomiglia molto alla nostra SRL (Società a Responsabilità Limitata), dove la responsabilità (o “liability”) di ciascun socio è appunto limitata al capitale da esso investito nella società.

Da quando la Cina è entrata nel WTO è anche possibile stabilire una WFOE che si occupi esclusivamente di acquisti e vendite in Cina (ovvero una cosiddetta “trading company” o “retail store”). Tali società sono una sotto categoria delle WFOE e sono chiamate Foreign Invested Commercial Enterprises (FICE).

Nota che, a seconda dell’ambito di attività (manifatturazione, consulenza, scuola di lingue, servizi, commercio, eccetera) e della provincia dove registrerai la tua società, sarà richiesto un capitale registrato (ovvero il capitale iniziale che occorre depositare nel conto in banca della società dopo aver ottenuto la licenza commerciale ma prima che la società inizi ad operare) differente.

Anche se, al giorno d’oggi, il capitale registrato minimo richiesto può essere molto basso, è comunque consigliabile fare una stima delle spese della società sino a quando quest’ultima non sarà in grado di auto-sostenersi – grazie ai profitti generati dalla stessa – e scegliere un capitale registrato che non si discosti troppo dalla cifra stimata.

Il motivo è che, se le spese dovessero avvicinarsi all’importo presente nel conto in banca dell’impresa prima che la società iniziasse a generare profitti, per evitare la bancarotta sarai costretto ad effettuare un’iniezione di capitale dall’estero. Ciò comporta una nuova procedura di registrazione del capitale registrato (per il quale sono necessarie sino a 8 settimane e l’approvazione del governo locale) o il pagamento delle tasse sul profitto sulla cifra versata in modo da evitare la bancarotta imminente. Entrambi i problemi possono essere evitati, appunto, versando un capitale registrato iniziale sufficiente a sostenere le spese sino al momento in cui la società sarà capace di auto-sostenersi.

Se in futuro pensi di vendere la tua società cinese, allora è possibile che ti convenga possedere una società estera “controllante”, ovvero una società al di fuori della Cina che possegga, in tua vece, le azioni della società cinese. In questo caso, al momento della vendita potrai semplicemente cedere la società estera controllante senza andare incontro alla lunga procedura necessaria per trasferire la proprietà di una società in Cina.

Per finire, anche se una WFOE può pagare dividendi agli azionisti, vi è una restrizione: i dividendi in un dato anno, ad esempio il 2016, possono essere pagati solo se la società è in attivo per quell’anno. Un’altra maniera piuttosto comune di “prelevare” i guadagni da una società cinese è quella di pagare consulenze a una società estera di cui sei azionista.

Aprire una società in Cina: Joint-Venture

Dopo la WFOE, la FIE (Foreign Invested Enterprise) più comune è la Joint-Venture, ovvero una società controllata sia da soci stranieri che da soci cinesi.

Nota che una Joint-Venture di solito implica un trasferimento di tecnologia. Dati i noti problemi legati alla proprietà intellettuale che affliggono la Cina, spesso le società straniere che intendono realizzare o vendere un prodotto ad alto valore aggiunto (ad esempio un prodotto brevettato o un software), preferiscono optare per una WFOE.

Nel caso tu voglia però operare in un settore industriale “ristretto” (ad esempio il SaaS, Software as a Service), la Joint-Venture è la tua unica opzione. Per saperne di più sui settori industriali ristretti, leggi il punto 2 della prossima sezione.

Per il resto, WFOE e Joint-Venture sono abbastanza simili.

Vendere in Cina. come selezionare un partner locale

 

Mal Europe offre un servizio di scouting partner commerciali in Cina che consiste nella ricerca attiva di potenziali partner su tutto il territorio cinese. Questo servizio è erogato dal nostro ufficio a Shangai e Hong Kong che si assicura di contattare direttamente i potenziali partner per la tua azienda. Lo scouting di partner commerciali in Cina è il primo passo verso la costituzione di un network di collegamenti che potrebbe rivelarsi determinante per il tuo progetto. In un mercato altamente competitivo come quello cinese, infatti, è essenziale identificare controparti strategiche per lo sviluppo del tuo business.

Vendere in Cina oggi rimane una sfida per tutti coloro che non hanno famigliarità con le caratteristiche del mercato: anche grandi nomi hanno trovato pane per i loro denti. Per valutare se entrare o meno nel mercato vanno tenuti in conto una serie di fattori:

  • la cultura tradizionale
  • l’evolversi della società cinese,
  • il fattore politico 
  • le relazioni internazionali,
  • gli ultimi trend – dalla rapida digitalizzazione al repentino cambiamento del consumer behavior,
  • il modo di fare affari in Cina.

La Cina è infatti un mercato molto dinamico dove i cambiamenti da monitorare sono innumerevoli. Perciò restare al passo con le nuove tendenze è fondamentale.  Insieme esploreremo quindi questo complesso mercato nelle sue diverse sfaccettature attraverso le esperienze di professionisti, esperti ed expat che si sono confrontati in prima persona con le peculiarità della Terra di MezzoIl tuo contributo è fondamentale! CONTATTACI

COME TROVARE PARTNER COMMERCIALI IN CINA

 

Per trovare i partner commerciali più adatti alle tue esigenze di business, il nostro servizio di scouting include:

  • Analisi delle tue esigenze di business per stabilire i criteri e le caratteristiche specifiche ricercate
  • Identificazione di potenziali partner commerciali in Cina attraverso canali online e offline e compilazione di un database
  • Primo contatto diretto telefonico con le aziende identificate per sondare la loro idoneità e il loro interesse ad una collaborazione con la tua azienda
  • Secondo contatto con le aziende qualificate per confermare il loro interesse. Al termine del secondo round di contatto si selezionano le aziende più adatte alla tua esigenza di business. Alla fine di questa fase riceverai un breve report sull’andamento dello scouting.
  • Terzo contatto con le aziende selezionate per presentarti direttamente ai tuoi potenziali partner.

Le Nuove Tecnologie che ci attendono per il 2021

 

I Giapponesi sono all’avanguardia nell’innovazione tecnologica e soprattutto nella robotica. È in programma da parte del Giappone di costruire una base lunare robotica studiata per i robot
 

Base Lunare Giapponese

I Giapponesi sono all’avanguardia nell’innovazione tecnologica e soprattutto nella robotica. È in programma da parte del Giappone di costruire una base lunare robotica studiata per i robot. Attualmente non c’è nessun paese al Mondo al di fuori del Giappone che potrebbe realizzare una impresa simile. Purtroppo i fatti di cronaca di Fukushima hanno impegnato e impegneranno in futuro il Giappone nella difficile ricostruzione del proprio territorio devastato e a far fronte all’emergenza nucleare. Saranno in grado i Giapponesi di realizzare una simile impresa?

Ferrovia superveloce tra Londra e Pechino

La Cina si appresta a diventare la principale economia mondiale di riferimento. I Cinesi hanno pianificato pertanto una linea ferroviaria super tecnologica che colleghi Londra a Pechino. La Cina pagherà i costi di realizzazione, in cambio si terrebbe i diritti di sfruttamento dei minerali estratti dalle opere di sbancamento e più in generale sulla parte delle risorse dei paesi coinvolti che beneficerebbero della connessione veloce.

Una grande idea quella cinese ma sarà molto complicato dal punto di vista politico trovare un accordo soddisfacente tra i 17 paesi coinvolti.

Staremo a vedere…

 

Automobili con autopilota

La possibilità che le automobili si autopilotino è una innovazione tecnologica tra le più inseguite da molte società che si occupano di sviluppo software a livello mondiale. Sicuramente sarebbe un’ottima comodità da parte degli automobilisti che nei tempi di viaggio potrebbero rilassarsi o lavorare.

Le criticità? Si dovrebbe sviluppare una rete di comunicazione tra automobili per non intralciarsi nei vari percorsi e mantenere un livello di sicurezza soddisfacente.

Probabilmente il 2021 è una data troppo ottimistica per questa innovazione tecnologica!

Automobili Volanti

Anche questa sarebbe una vera e propria rivoluzione della qualità della vita quotidiana. Pensiamo al traffico cittadino delle più grandi capitali mondiali. È pure vero che la professione del controllore di volo diventerebbe più frequente e complicata! Oggi come oggi, però, questa tecnologia sembra ancora lontana dal diventare realtà.

Controllo di Elettrodomestici tramite Onde Cerebrali

La possibilità di controllare computer, porte, lavatrici, tv, ecc… tramite onde cerebrali e quindi “telepaticamente” è sempre stato il sogno di ogni uomo. Questo obiettivo potrebbe essere raggiunto tramite l’impianto di microchips sottocutanei, una modalità che fa discutere.

 

Schermi con Tecnologia OLED

Questa tecnologia prevede che nel prossimo futuro tutti gli schermi saranno ultrasottili e arrotolabili. Molti con proprietà touch. Non siamo affatto lontani da una rivoluzione in questo senso.

Altre Innovazioni Tecnologiche

Altre idee rivoluzionarie possono essere: possibilità di viaggiare nello spazio grazie a compagnie private; computer da 1000 dollari con capacità di operazione simile al nostro cervello; capacità di traduzione simultanea da qualsiasi lingua; occhiali con realtà allargata e possibilità di dare informazioni sugli oggetti che si stanno visualizzando…

Il futuro è alle porte. Vedremo quali di queste innovazioni tecnologiche si realizzeranno entro il 2021…


Dal Giappone il segreto del washoku: volete essere più saggi, vitali e dormire meglio? Mangiate riso

 

La dieta tradizionale giapponese, nota come washoku, è stata dichiarata patrimonio immateriale dell’umanità dall’Unesco nel 2013. Ed è sapere comune che i giapponesi, insieme a noi mediterranei, vantano le popolazioni che vivono più a lungo sul Pianeta. Ma cosa esattamente abbia reso il loro modo di mangiare meglio di tanti altri, finora non era chiaro. Dal dopoguerra in poi, la cucina tradizionale è stata poco a poco abbandonata, e le cause di morte sono cambiate in conseguenza. Per esempio sono aumentati i problemi cardiaci e l’incidenza del cancro.

Per trovare una risposta e indagare sul perché il whashoku faccia bene, un gruppo di ricercatori della  Hokkaio University e del Tenshi College di Sapporo, in Giappone, ha analizzato gli effetti sul corpo e sulla mente del riso, il principale alimento di base giapponese.

 


Sono state studiate 550 persone tra la mezza età (oltre i 40 anni) e l’età più avanzata. Tramite un questionario è stata analizzata la loro dieta, osservando in che percentuale mangiavano riso, pane, noodle o altri  cereali come fiocchi per la prima colazione, nei tre pasti principali della giornata. E i dati sono poi stati elaborati con equazioni che hanno permesso di capire le relazioni tra cibo consumato e salute fisica e mentale.

In particolare è stato verificato il livello della qualità della vita e del sonno, riscontrando una netta associazione con il riso, mentre noodle e pane non davano gli stessi effetti.  Il riso riduce anche l’impulsività, o per meglio dire l’incapacità di pensare sulla base di un ragionamento e pianificare, la depressione e l’insonnia.

I risultati confermano altri studi sugli effetti positivi del  consumo di riso e miso, un condimento che contiene soia gialla, orzo o riso, segale, grano saraceno o miglio, predigeriti da un fungo e fermentati. In particolare gli scienziati si sono riferiti a una pubblicazione che aveva messo in relazione il declino cognitivo, un problema attuale, con il cambiamento della dieta tra il 1960 e il 2005.


 

La dieta tradizionale giapponese ha un profondo effetto sulla qualità della vita, in particolare sulla vitalità, e mentale, confermano i ricercatori. E l’effetto dipende anche da quanto a lungo ciascun individuo l’ha potuta praticare nel corso della sua vita. Ma lo studio effettuato ora e pubblicato sulla rivista Plos One, ha confermato una netta correlazione tra il riso e l’indice di benessere, indipendente dagli altri componenti tipici del washoku. Miso, te verde e nato, un prodotto della fermentazione dei fagioli di soia, funzionano però da mediatori e rafforzano, contribuendo indirettamente, gli effetti del riso. Il miso aiutano a combattere la depressione e migliora la vitalità, la soia e il té verde la capacità di controllare se stessi. Ma resta il riso da solo quello che ha maggiori effetti sul sonno e sulle funzionalità del nostro corpo.

Nel corso della ricerca, che ha posto sotto esame anche altre componenti della dieta, è stato anche confermato che pane, vegetali freschi e pomodoro, introdotti dopo la fine della seconda Guerra mondiale, sono associati con una maggiore incapacità di disciplinare i propri impulsi ed essere più razionali.


Covid, nuovo farmaco antivirale Molnupiravir uccide il virus in 24 ore: scoperta cambia tutto

 

Mentre la curva in Italia si appiattisce, ma lo scenario resta preoccupante, così come altissimo è il numero di morti, tanto da farci registrare il triste record in Europa di Paese con più vittime, nuove importantissime scoperte arrivano in merito alla cura del Coronavirus.

Il trattamento dell’infezione da SARS-CoV-2 con un nuovo farmaco antivirale, il cosiddetto Molnupiravir, sembra sopprimere completamente la trasmissione del virus entro 24 ore. A provarlo sono stati i ricercatori dell’Istituto di scienze biomediche della Georgia State University.

I limiti degli attuali farmaci anti-Covid

La pandemia sta avendo un impatto che gli esperti non faticano a definire “catastrofico” sulla salute umana. Ottenere il controllo su di essa dipenderà dall’interruzione delle catene di trasmissione, fino a quando non si manifesterà l’immunità di gregge indotta dal vaccino o acquisita naturalmente.

I trattamenti antivirali approvati fino ad oggi contro il Covid, come il Remdesivir – primo farmaco autorizzato negli Usa ma considerato oggi non efficace dall’Oms – non possono essere somministrati per via orale, il che li rende scarsamente adatti per il controllo della trasmissione del virus.

Lo studio sul Molnupiravir

 


 

Gli scienziati della Georgia State University, guidati dal prof. Richard Plemper, avevano già nei mesi scorsi segnalato lo sviluppo di un inibitore dei virus influenzali efficace per via orale, il Molnupiravir appunto, che è stato riproposto per l’uso contro il SARS-CoV-2 ed è attualmente in studi clinici di fase II/III.

In particolare, ne hanno indagato l’efficacia somministrandolo terapeuticamente per mitigare l’infezione da SARS-CoV-2 e bloccandone la trasmissione nei furetti, che trasmettono il virus in modo simile alla popolazione umana giovane-adulta.

“Quando abbiamo ospitato nella stessa gabbia gli animali infetti e poi trattati con furetti non trattati, nessuno dei contatti è stato infettato”, ha spiegato il coautore Josef Wolf. Per contro, tutti i contatti di furetti che avevano ricevuto placebo sono stati infettati.

Il trattamento terapeutico negli animali infetti con Molnupiravir due volte al giorno ha ridotto significativamente il carico di SARS-CoV-2 nel tratto respiratorio superiore e ha completamente soppresso la diffusione del virus nei confronti degli animali da contatto non trattati.

Come uccide il virus

In sostanza, questo studio, pubblicato su Nature Microbiology, ha identificato il Molnupiravir orale come una promettente contromisura antivirale per rompere le catene di trasmissione del Coronavirus. “Questa è la prima dimostrazione di un farmaco disponibile per via orale in grado di bloccare rapidamente la trasmissione di SARS-CoV-2″, ha detto Plemper. “Il Molnupiravir potrebbe cambiare le regole del gioco”.

“Abbiamo notato subito che il Molnupiravir ha un’attività ad ampio spettro contro i virus dell’RNA respiratorio e che il trattamento orale di animali infetti con il farmaco riduce la quantità di particelle virali emesse di diversi ordini di grandezza, riducendo drasticamente la trasmissione. Queste proprietà lo rendono un potente candidato per il controllo farmacologico del Coronavirus”.

I vantaggi del Molnupiravir

Poiché il farmaco può essere assunto per via orale, il trattamento può essere avviato precocemente e portare un beneficio potenzialmente triplo: inibire il progresso dei pazienti verso una forma grave di Covid, abbreviare la fase infettiva per alleviare il costo sociale, economico e psicologico dell’isolamento prolungato del paziente, e ridurre rapidamente i focolai locali.

Se questi dati basati sui furetti saranno confermati sull’uomo, i pazienti Covid trattati con questo farmaco potrebbero diventare non più infettivi entro 24 ore dall’inizio del trattamento.


“Abbiamo testato l’efficacia del molnupiravir a scopo terapeutico per attenuare l’infezione e bloccarne la trasmissione – ha spiegato Robert Cox, co-autore dello studio – scegliendo questi animali perché trasmettono facilmente il virus ma hanno dei sintomi clinici minimi e ciò è molto simile a quanto accade nella propagazione del virus nell’uomo tra i giovani adulti“. In particolare, il molnupiravir avrebbe impedito l’evoluzione della malattia in una forma grave, riuscendo ad impedire la replicazione del virus in 24 ore.

Josef Wolf, altro ricercatore che ha firmato lo studio, “quando abbiamo messo nella stessa gabbia gli animali infettati e poi trattati insieme a furetti non trattati nessuno è stato infettato”. Al contrario nello studio di controllo “tutti i contatti dei furetti che avevano ricevuto il placebo sono risultati infettati”. Ma certo, bisogna ancora vedere quale sarà l’efficacia del farmaco negli esseri umani. Secondo il New York Times sono stati già avviati due studi di fase 2/3 sugli esseri umani, ma non è chiaro quando verranno conclusi. Il quotidiano spiga che “a differenza del remdesivir che deve essere somministrato per via endovenosa, il molnupiravir può essere somministrato per via orale”. E anche per questo potrebbe rivelarsi più efficace nel “fermare la malattia nelle prime fasi dell’infezione”.

 

 

Hyundai Motor Group: una flotta di auto ad Idrogeno

 

·      ‘FCEV Vision 2030’ highlights Hyundai Motor Group (HMG)’s commitment to accelerate the development of a hydrogen society·      HMG to expand its leadership in hydrogen technology beyond transportation sector

·      HMG to explore new businesses to supply fuel-cell systems to manufacturers of automobiles, drones, vessels, rolling stocks, forklifts and power generators

·      HMG aims to produce 700,000 fuel-cell systems annually by 2030 including 500,000 units for FCEVs

·      Under ‘FCEV Vision 2030’, HMG along with suppliers will invest KRW 7.6 trillion won by 2030, creating 51,000 jobs in the process

 

Hyundai Motor Group, which includes automotive brands Hyundai Motor Company and Kia Motors Corporation, today announced its long-term roadmap ‘FCEV Vision 2030’ plan, as the group reaffirms its commitment to accelerate the development of a hydrogen society by leveraging the group’s global leadership in fuel-cell technologies.

Aligned with the roadmap, Hyundai Motor Group (The Group) will drastically boost its annual fuel-cell systems production capacity to 700,000 units by 2030 and explore new business opportunities to supply its world-class fuel-cell systems to other transportation manufacturers of automobiles, drones, vessels, rolling stocks and forklifts. The demand for fuel-cell systems from sectors beyond transportation such as power generation and storage systems is also expected to emerge quickly.  

“Hyundai Motor Group, the global pioneer of the commercial production of FCEV, is taking a bold step forward to expedite the realization of a hydrogen society,’’ said Euisun Chung, Executive Vice Chairman of Hyundai Motor Group. “We will expand our role beyond the automotive transportation sector and play a pivotal role in global society’s transition to clean energy by helping make hydrogen an economically viable energy source. We are confident that hydrogen power will transcend the transportation sector and become a leading global economic success.” The ‘FCEV Vision 2030’ roadmap will help Hyundai Motor Group and its suppliers invest approximately KRW 7.6 trillion in R&D and facility expansion, which is expected to create approximately 51,000 jobs by 2030.


The Group plans to secure a 500,000-units-a–year FCEV production capacity by 2030, including passenger vehicles and commercial vehicles, in anticipation of high demand for global FCEVs expanding to around 2million units a year within that timeframe. 

As the first step to fulfill the ‘FCEV Vision 2030’, HMG’s fuel-cell system manufacturing affiliate Hyundai Mobis Co. today held a groundbreaking ceremony for its second fuel-cell system plant in Chungju, South Korea.

The second factory will help Mobis increase annual fuel-cell system output to 40,000 units by 2022, up from the current 3,000 units. The Group’s flagship auto-making affiliate Hyundai Motor earlier this year launched NEXO, its second-generation commercialized FCEV, improving upon the acclaimed Tucson FCEV introduced in 2013.

NEXO was built on Hyundai’s first dedicated fuel-cell vehicle architecture, which provides many structural benefits including lighter weight, increased cabin space and improved fuel-cell system layout. The Group plans to further advance the fuel-cell system used in NEXO models to upgrade and diversify its fuel-cell system lineup, so it can respond to demands from various industry sectors.  In December, Hyundai Motor Group established a dedicated division to develop and support fuel-cell system businesses.

 


 

The Group’s proprietary fuel cell system combines hydrogen fuel with oxygen taken from the air to produce electricity. Without combustion, the system only emits water as a by-product whilst also purifying polluted air, making it the ultimate source of clean energy.  

With high energy density and ease of stack refueling, hydrogen would help reduce the comprehensive ownership costs by about 10 percent for all possible transportation means including rolling stocks, vessels and forklifts, according to a study by McKinsey & Company. The study also estimates that approximately 5.5 million~6.5 million fuel cell system units will be required by 2030 globally.  

HMG is the only company to establish a dedicated plant for commercial production of fuel cell systems. With the construction of an additional fuel cell plant, Hyundai can quickly target market success on a global scale. 

The Hydrogen Council, a global initiative of leading energy, transport and industry companies including Hyundai Motor, predicts the annual demand for hydrogen would increase tenfold by 2050, thereby creating diverse opportunities for sustainable economic growth

Individuata per la prima volta alla fine di marzo, la cometa si è gradualmente avvicinata al Sole producendo la caratteristica coda. In questi giorni, e per qualche giorno ancora, è visibile dalle medie latitudini del nostro emisfero anche a occhio nudo prima dell’alba e dopo il tramonto


Questo mese il cielo è impreziosito da un visitatore cosmico. Una cometa ha attraversato il disco del Sole il 3 luglio, e da allora è diventata visibile a occhio nudo. La rara opportunità di intravedere un pezzo di ghiaccio antico del sistema solare esterno dovrebbe continuare la prossima settimana, quando gli astronomi sperano che diventi ancora più luminoso.

Gli scienziati che utilizzano il telescopio spaziale NEOWISE (Near-Earth Object Wide-Field Infrared Survey Explorer) hanno individuato per la prima volta la cometa mentre sfrecciava verso il Sole il 27 marzo. Chiamata informalmente NEOWISE, come il telescopio, ma ufficialmente contrassegnata con la sigla C/2020 F3, la cometa si è gradualmente illuminata, poiché la luce del Sole e il vento solare hanno fatto sì che da essa venisse rilasciato del gas, formando una coda.

All’inizio di giugno ha raggiunto il lato lontano del Sole rispetto all’osservazione dalla Terra. L’abbagliamento risultante ha impedito agli astronomi di osservare la cometa per diverse settimane. Alla fine di giugno, tuttavia, è riapparsa nel campo di vista di un altro telescopio spaziale, il Solar and Heliospheric Observatory (SOHO). Il suo destino, tuttavia, non era ancora chiaro: La cometa NEOWISE si sarebbe illuminata o sarebbe svanita?

Il 3 luglio gli astronomi hanno osservato da vicino l’inizio del viaggio della cometa nella parte più pericolosa del suo viaggio: l’avvicinamento massimo al Sole, che l’ha portata a 44 milioni di chilometri dalla nostra stella. La luce intensa e il calore di una tale prossimità tendono a far disintegrare le comete e a farle scomparire dal cielo notturno. All’inizio di quest’anno, tali disintegrazioni hanno riguardato altre due comete, ATLAS e SWAN, che gli astronomi speravano potessero illuminare i cieli della Terra. Ma NEOWISE è sopravvissuta ed è emersa più luminosa di prima per incantare gli astronomi, a condizione di sapere dove guardare. Ora, almeno per i prossimi giorni, gli abitanti dell’emisfero settentrionale potranno salutare il visitatore di passaggio all’alba.

“Per molte persone nell’emisfero nord, soprattutto se si è più vicini alle medie latitudini, la cometa dovrebbe essere visibile un’ora prima dell’alba, molto bassa nel cielo del nord-est”, dice Kerry-Ann Lecky Hepburn, meteorologa e astrofotografa che ha catturato un’immagine della Cometa NEOWISE su Toronto. “In questo momento si trova nella costellazione dell’Auriga”. La Hepburn raccomanda di trovare l’esatta posizione della cometa utilizzando specifiche app per smartphone con mappe interattive delle costellazioni. Anche se già visibile a occhio nudo, l’oggetto è ancora debole e il binocolo offrirebbe una vista migliore.

A partire dal 12 luglio circa, la Comet NEOWISE sarà visibile anche di sera, dice Lecky Hepburn. Circa un’ora dopo il tramonto, apparirà vicino all’orizzonte in direzione nord-ovest. Più avanti nel mese, salirà più in alto nel cielo, spostandosi dalla costellazione della Lince verso il Grande Carro. Il 22 luglio la cometa raggiungerà il punto più vicino alla Terra – una distanza di 103 milioni di chilometri – prima di proseguire il suo volo cosmico. Tuttavia, non si sa se per allora sarà ancora visibile a occhio nudo.

“Le comete sono come i gatti”, dice Franck Marchis, astronomo dell’Istituto SETI. “Sono imprevedibili”. Se il degassamento della cometa NEOWISE esaurisse le sue riserve di materiale ghiacciato, la sua coda luminosa potrebbe dissiparsi, facendo scomparire di fatto l’oggetto dalla vista. All’altro estremo, il continuo riscaldamento del Sole potrebbe causare la disintegrazione della cometa in un’esplosione luminosa, con il risultato potenziale di una “grande cometa” ben visibile e di significato storico. Questa possibilità sarebbe “un evento sensazionale e un grande spettacolo per i terrestri”, dice Marchis. Ma “personalmente, consiglio di alzarsi presto e di andare a vederla ora, mentre sappiamo che è qui”.

Dopo questo incontro, gli astronomi si aspettano che la cometa NEOWISE si congedi per un bel po’ di tempo. La sua lunga orbita intorno alla nostra stella la riporterà in prossimità della Terra tra circa 6.800 anni.

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Quando si parla di e-commerce (o commercio elettronico) ci si riferisce alla compravendita di prodotti e servizi attraverso il canale informatico (Internet based). In base alla natura dei soggetti coinvolti è poi possibile distinguere diverse declinazioni del concetto di e-commerce: si parla di Business to Business (B2b) quando la relazione è tra due imprese (una fornitrice e una acquirente) e di Business to Consumer (B2c) quando la relazione è tra un’impresa fornitrice e un consumatore finale.


È proprio questa seconda tipologia di commercio online l’oggetto della nostra guida. All’interno della definizione di e-commerce B2c rientrano le vendite di prodotti fisici (ad esempio grocery, abbigliamento, libri, prodotti informatici) e servizi fruibili offline (vedi mondo delle assicurazioni e dei viaggi). Ma il significato di e-commerce va oltre la sua mera definizione. Il canale online offre infatti alle imprese (grandi e piccole) opportunità di business fino a poco tempo fa inimmaginabili.

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Sicure, ecologiche, vicino a casa, ecco perché la prossima estate sempre più italiani sceglieranno esperienze outdoor, avventure all’aria aperta. Soprattutto in Italia. Gli ultimi dati dall’Osservatorio sul turismo open air di Human Company in collaborazione con Istituto Piepoli

All’aria aperta. Un’idea per le vacanze italiane dell’Estate 2020. Anzi, si può considerare ormai l‘alternativa possibile per la vacanze made in Italy del 2020. Un settore in crescita spettacolare tanto per quanto riguarda la domanda quanto l’offerta.

Il turismo all’aria aperta è la risposta a un’Estate 2020 in cui la vacanza degli italiani richiede un bagno di verde e d’aria di sole e natura. In Italia e, magari, non lontano dalle grandi città. Con la possibilità di spostarsi in auto con il massimo della libertà e la possibilità di praticare attività open air adatte a tutti. E senza più pensare che, in camper, in campeggio, on the road siano formule per sportivi, per spartani per natura o per chi cerca il low cost a tutti i costi.

Lo ribadisce il nuovo Osservatorio sul turismo open air, firmato da Human Company, gruppo fiorentino leader nel settore del turismo outdoor, in collaborazione con l’Istituto Piepoli. La ricerca è stata realizzata con metodo quali-quantitativo su un campione rappresentativo della popolazione italiana e un gruppo selezionato di operatori del settore.


Le vacanze degli italiani: open air è meglio

In questo panorama, il turismo all’aperto sembra la vera novità. Secondo i dati dell’Osservatorio quasi metà degli intervistati, il 49 per cento, aspira a una vacanza outdoor per la sua Estate 2020: per il 14% di turisti che hanno fatto finora vacanze di tipo diverso.

Ma cosa si intende esattamente, per il campione, per una vacanza all’aria aperta? Secondo il rilevamento il 58 per cento dei vacanzieri opterebbe per il villaggio, il 44 per il viaggio on the road, il 42 per la “casa mobile”.

Infine, si scopre che a praticare turismo all’aria aperta sono soprattutto uomini, che hanno tra i 35 e i 64 anni (il 53 per cento) e arrivano in maniera uniforme da tutte le regioni italiane, specie da centri medio-grandi.

Turismo open air 2020: esperienze ed ecologia

Tra le righe della ricerca emerge anche altro però, e cioè che la vacanza senza mura e senza confini è anche la risposta migliore e  più duttile alla domanda crescente di una forma più attuale di turismo: il turismo esperienziale, intimamente legato al territorio e capace di fare vivere soggiorni unici e gratificantiper l’arricchimento personale e relazionale. Secondo un nuovo concetto della qualità che sta cambiando tanto il turista quanto gli opeartori del settore.

L’Estate 2020, in questo senso, può essere considerate anche un’occasione. Si cerca, aria, luce, libertà dopo mesi difficili, ma intanto si attua anche, come spiega Luca Belenghi, Direttore Generale di Human Company, “una rivoluzione culturale che svecchi la percezione del turismo en plain air tra i connazionali, presentando loro un prodotto premium che ha tutte le carte in regola per un’esperienza di soggiorno made in Italy in totale sicurezza, a contatto con la natura e la cultura del nostro meraviglioso Paese”.