Covid, nuovo farmaco antivirale Molnupiravir uccide il virus in 24 ore: scoperta cambia tutto

 

Mentre la curva in Italia si appiattisce, ma lo scenario resta preoccupante, così come altissimo è il numero di morti, tanto da farci registrare il triste record in Europa di Paese con più vittime, nuove importantissime scoperte arrivano in merito alla cura del Coronavirus.

Il trattamento dell’infezione da SARS-CoV-2 con un nuovo farmaco antivirale, il cosiddetto Molnupiravir, sembra sopprimere completamente la trasmissione del virus entro 24 ore. A provarlo sono stati i ricercatori dell’Istituto di scienze biomediche della Georgia State University.

I limiti degli attuali farmaci anti-Covid

La pandemia sta avendo un impatto che gli esperti non faticano a definire “catastrofico” sulla salute umana. Ottenere il controllo su di essa dipenderà dall’interruzione delle catene di trasmissione, fino a quando non si manifesterà l’immunità di gregge indotta dal vaccino o acquisita naturalmente.

I trattamenti antivirali approvati fino ad oggi contro il Covid, come il Remdesivir – primo farmaco autorizzato negli Usa ma considerato oggi non efficace dall’Oms – non possono essere somministrati per via orale, il che li rende scarsamente adatti per il controllo della trasmissione del virus.

Lo studio sul Molnupiravir

 


 

Gli scienziati della Georgia State University, guidati dal prof. Richard Plemper, avevano già nei mesi scorsi segnalato lo sviluppo di un inibitore dei virus influenzali efficace per via orale, il Molnupiravir appunto, che è stato riproposto per l’uso contro il SARS-CoV-2 ed è attualmente in studi clinici di fase II/III.

In particolare, ne hanno indagato l’efficacia somministrandolo terapeuticamente per mitigare l’infezione da SARS-CoV-2 e bloccandone la trasmissione nei furetti, che trasmettono il virus in modo simile alla popolazione umana giovane-adulta.

“Quando abbiamo ospitato nella stessa gabbia gli animali infetti e poi trattati con furetti non trattati, nessuno dei contatti è stato infettato”, ha spiegato il coautore Josef Wolf. Per contro, tutti i contatti di furetti che avevano ricevuto placebo sono stati infettati.

Il trattamento terapeutico negli animali infetti con Molnupiravir due volte al giorno ha ridotto significativamente il carico di SARS-CoV-2 nel tratto respiratorio superiore e ha completamente soppresso la diffusione del virus nei confronti degli animali da contatto non trattati.

Come uccide il virus

In sostanza, questo studio, pubblicato su Nature Microbiology, ha identificato il Molnupiravir orale come una promettente contromisura antivirale per rompere le catene di trasmissione del Coronavirus. “Questa è la prima dimostrazione di un farmaco disponibile per via orale in grado di bloccare rapidamente la trasmissione di SARS-CoV-2″, ha detto Plemper. “Il Molnupiravir potrebbe cambiare le regole del gioco”.

“Abbiamo notato subito che il Molnupiravir ha un’attività ad ampio spettro contro i virus dell’RNA respiratorio e che il trattamento orale di animali infetti con il farmaco riduce la quantità di particelle virali emesse di diversi ordini di grandezza, riducendo drasticamente la trasmissione. Queste proprietà lo rendono un potente candidato per il controllo farmacologico del Coronavirus”.

I vantaggi del Molnupiravir

Poiché il farmaco può essere assunto per via orale, il trattamento può essere avviato precocemente e portare un beneficio potenzialmente triplo: inibire il progresso dei pazienti verso una forma grave di Covid, abbreviare la fase infettiva per alleviare il costo sociale, economico e psicologico dell’isolamento prolungato del paziente, e ridurre rapidamente i focolai locali.

Se questi dati basati sui furetti saranno confermati sull’uomo, i pazienti Covid trattati con questo farmaco potrebbero diventare non più infettivi entro 24 ore dall’inizio del trattamento.


“Abbiamo testato l’efficacia del molnupiravir a scopo terapeutico per attenuare l’infezione e bloccarne la trasmissione – ha spiegato Robert Cox, co-autore dello studio – scegliendo questi animali perché trasmettono facilmente il virus ma hanno dei sintomi clinici minimi e ciò è molto simile a quanto accade nella propagazione del virus nell’uomo tra i giovani adulti“. In particolare, il molnupiravir avrebbe impedito l’evoluzione della malattia in una forma grave, riuscendo ad impedire la replicazione del virus in 24 ore.

Josef Wolf, altro ricercatore che ha firmato lo studio, “quando abbiamo messo nella stessa gabbia gli animali infettati e poi trattati insieme a furetti non trattati nessuno è stato infettato”. Al contrario nello studio di controllo “tutti i contatti dei furetti che avevano ricevuto il placebo sono risultati infettati”. Ma certo, bisogna ancora vedere quale sarà l’efficacia del farmaco negli esseri umani. Secondo il New York Times sono stati già avviati due studi di fase 2/3 sugli esseri umani, ma non è chiaro quando verranno conclusi. Il quotidiano spiga che “a differenza del remdesivir che deve essere somministrato per via endovenosa, il molnupiravir può essere somministrato per via orale”. E anche per questo potrebbe rivelarsi più efficace nel “fermare la malattia nelle prime fasi dell’infezione”.